I racconti di Alberto Rosa parte quarta, la Land Art

E intanto si macinano chilometri…

Avete mai sentito parlare di “land art”? È un’espressione di arte contemporanea che invita a creare intervenendo direttamente sul territorio naturale. I laghi diventano ponti, gli alberi diventano strumenti musicali suonati dalla pioggia, la sabbia diventa castelli e statue, le foglie uccelli immaginari.

Ecco, io oggi stavo correndo e all’improvviso spunta una fata tutta corteccia e paglia intrecciata e poi una strega di arbusti, appesa a testa in giù tra due alberi, mentre plana con la scopa. Mi ritrovo a cercare l’uscita di un labirinto di pietra e vedo alzarsi dal terreno pastelli colorati e lumache giganti. Stavo correndo lungo i sentieri che collegano il bel lago di Issengo a Falzes, in Val Pusteria. Una lingua di bosco che dal 2013 ospita un’esposizione permanente di land art. La corsa questa volta è diventata un viaggio nel mondo di miti e fiabe. Fino a quando la favola ha lasciato di nuovo il posto alla realtà e dal sottobosco è balzato fuori un capriolo. Per un attimo fuggente ci siamo guardati. 

Giuro che i canederli di ieri sera erano conditi solo con cannella, senza nient’altro. 

Con i 12 chilometri corsi oggi sono arrivato a 50 nei primi quattro giorni sudtirolesi: dite che riuscirò a completarne 100 in dieci giorni? 

Alberto Rosa

#4piedi