I racconti di Alberto Rosa parte seconda e terza…“E mi trovo a correre verso il tramonto…

“Guardare la terra da sopra un arcobaleno non mi era mai capitato”

 

Seconda tappa per il nostro viaggiatore Alberto, che dopo la “Corsa delle patate” raggiunge Vipiteno. Sale sul Monte Cavallo e: “Dalla corsa su strada ad un imprevisto trail montano, con dislivello di circa 1.200 metri per gli amanti dei numeri. Arrivato a metà scopro due cose: che lì ci sarei potuto arrivare in cabinovia e che dalla cima la vista è unica, mi dice Rita la barista occhi color nocciolina. Solo che la cima è lassù, a 2.189 metri. C’è un bel sole, piacevole. Gambe e zainetto da corsa in spalla e via, lungo quello che è il sentiero 24….E, dopo un su e giù da Signore degli Anelli, incontri una croce di legno che segna la vetta. Lì la fatica è passata all’istante. Vento piacevole sulla pelle mentre lo sguardo disegnava il contorno delle vette. E poi ricevo il regalo: un banco di nuvole paffute scivola di lato e lascia spazio al sole che illumina un arcobaleno, trecento metri più in basso. E guardare la terra da sopra l’arcobaleno non mi era mai capitato. Pensate se non avessi provato a raggiungere la vetta o avessi mollato a metà. Mai mollare!”

La terza tappa, quella di oggi, Alberto si ritrova a correre verso il tramonto:Un anello, come mi ha indicato la signora dell’albergo, mentre cucinava le patate. Sì, come nella canzone di Lorenzo. E, per coincidenza, sono a San Lorenzo di Sebato, frazione di San Martino, paesino scelto a caso perché è vicino lungo il torrente Gadera. E mentre corro, cercando di alternare il ritmo e giocare con la velocità, penso alla visita al museo Ripa, ospitato all’interno del castello di Brunico, uno dei sei della serie dei Messner Mountain Museum. “Ripa” è tibetano, significa Gente della montagna: Ri, montagna – Pa, gente. Il tibetano sembra facile. Senza scadere nei particolari dalle guide turistiche (Google lo usiamo tutti) per me è stato un viaggio transcontinentale e interculturale nello spazio del castello volante di Brunico. Messner ha raccolto qui oggetti di uso quotidiano, tende, amuleti, abiti, statue religiose di popolazioni che stanno lassù, oltre i 2.400 in questa parte di mondo, oltre i 5.000 in Asia, passando per gli altopiani più importanti di Africa e Sud America. E tu viaggi, lentamente, un piede alla volta, una popolazione alla volta. L’idea che mi sono fatto è che, nelle infinite differenze che ogni popolazione ha, c’è una linea comune che le unisce tutte, ed è il rispetto per la montagna, per l’ambiente che la Natura ci ha concesso, per la condivisione delle esperienze tra le generazioni e la gentilezza nei rapporti umani, anche 8.000 metri di quota. Questa idea mi dà serenità, mentre bevo ad una fontanella messa, in perfetta traiettoria, ad una curva parabolica, in discesa, dove ho accelerato urlando “Yuuu”.

Alberto Rosa

#4piedi